















PIERLUIGI BERSANI:
“Tuttii commenti di una certa stampa e tutti i messaggi alla nazione a reti unificate, di stampo bielorusso, non cambieranno la realtà dei fatti: al primo turno noi abbiamo vinto e loro hanno perso. Non è finita, certo, dobbiamo completare l’opera, e da questo punto di vista, sia chiaro per tutti, ai ballottaggi si possono perdere delle partite soltanto per una questione di pigrizia.
Il messaggio del primo turno è forte, ma ora tutti noi dobbiamo fare uno sforzo affinché un messaggio ancor più forte e chiaro arrivi alla maggioranza di governo. Loro hanno voluto dare una valenza politica a questo voto amministrativo, non siamo stati noi. Votare Alessandro Pastacci, quindi, significa sostenere in pieno quella riscossa civica che vado identificando da tanti giorni come impegno preciso del Partito Democratico, e non solo.
Oltre a votare un bravo amministratore, infatti, avete la possibilità di veicolare al governo centrale un ulteriore messaggio. Questo dice dell’importanza del voto di domenica e lunedì. Importanza, peraltro, ampiamente dimostrata dalla agitazione del premier stesso. Non si dica – precisa al riguardo Bersani – che tutte le forze politiche sono uguali. E’ ora di dire basta a questa demagogia del disimpegno e del qualunquismo. Da una parte c’è una cultura che mette i simboli politici sui palazzi delle istituzioni, come ha fatto Berlusconi nei messaggi recenti a reti unificate, mentre l’unico simbolo che deve essere presente in un comune, in una provincia e nei palazzi di un governo centrale, deve essere il gonfalone della città, della provincia o la bandiera nazionale. Dall’altra parte c’è la cultura di chi, quando governa, lo fa per tutti, anche per chi non l’ha votato. E sarebbe anche ora di smettere di credere alle sceneggiate di una Lega che al Nord dice di volersi impegnare per la sicurezza e a Roma vota leggi in grado di cancellare centinaia di migliaia di processi, che dice di essere federalista e che poi copia e incolla per Mantova un programma preconfezionato dai vertici del partito, che a Roma vota per il nucleare e che a Mantova, improvvisamente, si dice contraria, che a chiacchiere si batte per le distorsioni della brutta politica e poi candida persone con doppi o tripli incarichi… Vogliamo parlare del loro federalismo? E’ un progetto che, a tutti gli effetti, prelude più tasse. Di fronte a questo finto federalismo, l’unico commento possibile è: tutto qui? Il federalismo crediamo sia una cosa più seria. Con Alessandro Pastacci, per esempio, proponiamo la serietà di una persona la cui storia personale parla chiaro ed è coerente con il programma predisposto per la Provincia di Mantova. Un programma dove non ci sono i miracoli, i cieli azzurri del berlusconismo, ma la serietà di chi vuole tornare a parlare alla gente, per unarispostacivicache parte dal basso.”
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